Street Art, Sweet Art

Inizia oggi e proseguirà fino al 9 aprile al PAC di Milano, la mostra Street Art, Sweet Art. Dalla cultura hip hop alla generazione “pop up”.

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Una serie di opere dal writing con la bomboletta spray alle nuove forme di comunicazione come gli stickers e gli stencil; un’interessante panoramica su una generazione di artisti che partendo dalla cultura hip hop ha sviluppato una creatività iper-pop applicabile alla pubblicità, alle copertine dei dischi, sui manifesti e nell’abbigliamento.

Molti degli artisti presenti appartengono alla primissima generazione di writers italiani, come Atomo, Airone, KayOne, Rendo, Mambo, Led, Basik. Alcuni di questi negli anni hanno sviluppato una propria forma originale, come l’evoluzione plastica delle opere di Joys, l’attitudine figurativa di Eron e le forme d’astrazione di Rae Martini.

Altri artisti rappresentano invece la nuova ondata di street art, con l’utilizzo di nuovi media e nuove forme di comunicazione, come per esempio i panettoni-pinguino di Pao, gli scarafaggi di Pus, il bambino con la testa televisione di Tv Boy e tanti altri come Bros, Sonda, Aris, Sea.

Sarà inoltre allestito un omaggio all’artista Professor Bad Trip, da poco scomparso e considerato uno degli artisti più irriverenti del panorama italiano.

Una sezione della mostra Bazaar Pop Up raccoglie oggetti, gadget, abbigliamento creati da artisti di tutto il mondo a dimostrazione della ricerca di nuove forme di comunicazione al di fuori dei circuiti standard.

Completa la mostra un’area video in cui viene presentato in anteprima il documentario Street Art, Sweet Art diretto da Silvia Orazi e Davide Pernicano.

In occasione di questa mostra, giovedì 15 marzo, presso lo Spazio Oberdan, è stata organizzata una giornata di proiezioni dedicate alla cultura underground della New York a cavallo fra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, all’interno della comunità artistica nota come Downtown Scene.
Il programma:

h 17.00 Ho sparato a Andy Warhol di Mary Harron

h 19.00 Face Addict di Edo Bertoglio

h 21.30 Basquiat di Julian Schnabel

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One thought on “Street Art, Sweet Art

  1. Televisionet si tuffa nella cultura del graffitismo, del writing e della street art intervistando Alessandro Riva, curatore della mostra Street art, Sweet art: dalla cultura hip hop alla generazione ‘pop up’, che ha spiegato alle nostre telecamere com’è nata l’idea di dar visibilità ai principali artisti di strada italiani.

    Da Sonda, con i suoi buffi omini dal naso lungo che sembrano essere usciti dalle vignette di un fumetto, a Pao, i cui mitici pinguini hanno invaso le strade di Milano; dal poeta di strada Ivan fino ad Ozmo, creatore di wallpainting, da cui emergono chiari riferimenti alla storia dell’arte.

    Lo speciale ‘Street art, Sweet art’ visibile dal 29 Marzo su http://www.televisionet.tv canale Lifestyle, raccoglie le interviste fatte ad alcuni fra gli artisti milanesi più conosciuti e riconoscibili in questo panorama artistico, attraverso cui raccontano la propria visione personale di un’arte le cui radici affondano nella strada e che trova una prima ufficializzazione nelle sale del Padiglione di Arte Contemporanea.

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